Il matrimonio di Tuya
Regia: Quanan Wang; Sceneggiatura: Wei Lu, Quanan Wang; Interpreti: Yu Nan, Sen'Ge, Bater; Origine: Cina 2006; Durata: 1h e 31 min.
Tuya è una giovane donna della Mongoliache vive con Barter (il marito paralizzato) e i due figli in una zona semidesertica. La loro fonte di sostentamento è la pastorizia. Tuya però non riesce più a reggere la fatica e le responsabilità. Accetta quindi di divorziare e risposarsi ma solo con un uomo che si prenda cura non solo dei suoi figli ma anche di Barter. C'è un vicino interessato a lei ma le sue iniziative velleitarie (compreso il timore che nutre nei confronti di una moglie vessatrice da cui vorrebbe separarsi) lo rendono inaffidabile. Tutto sembra sistemarsi quando fa la sua comparsa un ex compagno di scuola di Tuya, tornato a casa dopo essersi arricchito con il petrolio. L'uomo è pronto a prendersi carico di tutto. Ivi comprese le spese per il ricovero di Barter in un Istituto…
Nonostante gli indubbi limiti che una censura attenta come quella cinese può aver imposto a Il matrimonio di Tuya il film non si limita a proporre un disagio esistenziale ma offre anche occasioni di riflessione sul rapporto tra tradizione e modernità. Nell'odierna Mongolia l'industrializzazione avanza e tenta di travolgere le attività del passato come la pastorizia spingendo le persone all'inurbamento. Tuya, donna in un mondo dominato dagli uomini, deve difendere la propria dignità che è anche quella del marito. Lo fa con una difesa dei valori profondi che non può essere tacciata come antimoderna perché è invece, molto più semplicemente, attaccamento a ciò che rende tale un essere umano, al di là delle contingenze di razza o collocazione geografica. Il film ci ricorda poi (anche se non tematizza la questione) che oggi l'immagine di Mao campeggia in luoghi in cui si può rifiutare di curare un suicida se non si è certi che qualcuno pagherà per l'assistenza che gli viene prestata. La Cina del 2000 è anche questo
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Elegia di un mondo che va a scomparire. Quello dei mongoli. Tuya sopravvive come contadina, ma il futuro è nero. Suo marito è rimasto invalido cercando di costruire un pozzo, poi ci sono i due figli. Allora spunta un'idea, balzana, ma che potrebbe risolvere tutto: divorziare, ma per cercare un nuovo compagno che si faccia carico di tutta la famiglia, compreso il marito invalido. Tuya è una donna concreta, volitiva e affascinante. Si apre quindi una sorta di pellegrinaggio di pretendenti. Ognuno a suo modo rappresenta le diverse facce della nuova realtà sociale. Nuovi ricchi, uomini ambiziosi, vecchi compagni di scuola, molti avrebbero il denaro sufficiente per risolvere l'impiccio. Ma è il cuore a non essere più lo stesso e Tuya questo lo percepisce istintivamente. Wang Quanan, di origine mongola, punta sulla sua interprete Yu Nan, affiancata da attori non protagonisti. Scelta perfetta perché Yu Nan sembra rievocare le migliori interpretazioni popolari di Gong Li (qualcuno infatti l'ha definita Mong Li) per la caparbietà con cui viene tratteggiata la protagonista. Quasi un sussulto che si rifà alla fierezza mongola ora praticamente svaporata di fronte al nuovo corso cinese e alla piega che ha preso la società. La dura realtà contadina, l'urbanizzazione, la perdita di identità, l'impossibilità di trovare sbocchi, costumi arcaici che si sovrappongono alla vita contemporanea, Il matrimonio di Tuya è una commedia amara, pervasa di nostalgia e rimpianto. Premiato con l'Orso d'oro a Berlino.
Ciak - giugno 2007
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