SCHEDE FILM:
IL PRIMO INCARICO, di Giorgia Cecere. Con Isabella Ragonese, Francesco Chiarello; Italia 2010; 1h e 30 min.; Presentato alla Mostra del cinema di Venezia 2010; ore 18:30 - 20:30 - 22:30
Puglia, anni ’50. Nena è una giovane maestra, innamorata di un ragazzo dell’alta borghesia, messa sotto pressione dalle preoccupazioni della madre. Quando arriva la lettera di assunzione in una piccola scuola nel sud salentino, fa le valigie e parte a malincuore, curiosa della sua nuova esperienza ma triste per la lontananza dal suo amore. Dopo le prime difficoltà di integrazione nella piccola comunità agreste, riesce a trovare un equilibrio che verrà nuovamente messo in discussione dalla notizia dell’innamoramento del fidanzato per un’altra donna. Scegliere come protagonista di un film una professoressa degli anni Cinquanta, vuol dire prediligere il punto di vista femminile a quello maschile. Gli uomini, nel film, non fanno bella figura: sono rozzi e insensibili o vittime inconsapevoli di un sistema classista, irrigidito sul lusso di privilegi atavici. Le donne sanno far da mangiare e si occupano della casa. Si innamorano? Forse, ma senza crederci troppo. Nena conosce l’emancipazione, l’ha studiata sui libri ma non riesce a trovare la strada per perseguirla. Solo quando l’ipocrisia del suo amore impossibile si mostrerà nella crudezza più imbarazzante, apprezzerà le opportunità che la vita le sta offrendo. Con delicatezza e candore, la narrazione prende corpo, seguendo l’evoluzione dell’anima: è il silenzio a ritmare la storia. Il lavoro di sottrazione sulla sceneggiatura e la gestualità degli attori tolgono tutto quello che non è necessario, fino a illuminare solo i sentimenti, senza virtuosismi. Anche Isabella Ragonese, senza trucco e senza vezzi, dimostra ancora una volta di essere un’ottima interprete versatile. Il tocco elegante della regista rende apprezzabile una storia piccola che, per essere raccontata, ha bisogno di un narratore che sappia osservare. Con pazienza e voglia di comprendere.
Nicoletta Dose, My Movies.it
UN PERFETTO GENTILUOMO,di Shari Springer Berman, Robert Pulcini; con Kevin Kline, Katie Holmes; Usa/Francia 2010; 1h e 45 min.; ORE 18 - 20:30 - 22:30
Incontrare un “perfetto gentiluomo” nel 21esimo secolo non è cosa semplice. Proprio per questo motivo trovarsi a tu per tu con giovanotti come Louis Ives (Paul Dano) non può che suscitare una certa dose di stupore. Perchè Louis vive sì nel 21esimo secolo, ma tutta la sua persona, i suoi modi e l’atteggiamento sembrano piuttosto quelli di un personaggio uscito da un libro di Henry James o F. S. Fitzgerald. Un pesce fuor d’acqua, insomma, che immagina di sentire l’eco delle sue quotidiane gesta narrate da una voce fuori campo proprio come in un romanzo dei suoi autori prediletti. Se già questo basterebbe a renderlo un personaggio curioso, il fatto che egli sia anche un professore di letteratura inglese segretamente attratto dal travestitismo lo trasforma in un elemento assolutamente bizzarro. Nel film tutto il divertimento nasce quando sulla sua strada Louis incontra una serie di personaggi ancor più strampalati di lui, a partire dal signor Henry Harrison (Kevin Kline) con cui si troverà a condividere uno scalcinato appartamento dell'Upper East Side di New York. Giunto nella Grande Mela "in cerca di se stesso" Louis troverà una sorta di perfetta e variegata tribù metropolitana nella quale si sentirà finalmente a proprio agio. Il signor Harrison è un uomo sulla sessantina, che non si vergogna di sbandierare le sue convinzioni politicamente scorrette ("alle donne non dovrebbe esser permesso studiare", "la raccolta differenziata è un'idiozia!"), con un misterioso passato da commediografo e attore che si mantiene svolgendo il ruolo di extra-man, ovvero accompagnatore (e non chiamatelo gigolò!) di anziane signore sole e danarose dalle quali scrocca cene in ristoranti di classe, ospitalità nelle loro lussuose dimore e quant'altro possibile. Un'attività che suscita grande fascino agli occhi del giovane Louis che prenderà ad affiancarlo nelle sue donchisciottesche avventure. L'effetto comico generato dall'interazione tra questi due personaggi è di quelli rari e che valgono tutto un film. Il merito è della penna di Jonathan Ames, autore del romanzo semi-autobiografico The Extra Man da cui è tratto il film, della coppia di registi indipendenti Robert Pulcini e Shari Springer Berman e soprattutto dei due interpreti protagonisti. Attorno a loro gravitano una serie di personaggi altrettanto ben tratteggiati come il barbuto e taciturno Gershon (John C. Reilly), vicino di casa dei due, meccanico per hobby e con un aspetto tanto distante dalla sua indole da risultare davvero irresistibile. Ben scritti e interpretati anche i ruoli delle anziane signore dell'entourage mondano di Henry, affidati a veterane star di Broadway come Marian Seldes e Lynn Cohen, così come quello della "rivale" di Henry la signora Lagerfeld, interpretata dall'attrice teatrale Celia Weston. Un film sull'amicizia, sulla ricerca di sè, la cui vera forza sta tutta nel saper raccontare con sensibilità e dissacrante brio tutta la buffa stramberia venata di profonda tristezza dei suoi personaggi.
Alice Zampa,Bestmovie
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