Banana
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Country:
Italia
Year:
2015
Category:
Cinestudio feb., Commedia
Release date:
giovedì 15 gennaio 2015
Duration:
1 hours 30 minutes
Writers:
Andrea Jublin
Director:
Andrea Jublin
Actors:
Marco Todisco, Beatrice Modica, Ascanio Balbo, Anna Bonaiuto, Giorgio Colangeli.
Age restriction:
No
Language:
ITA

Sinossi

Banana è un ragazzino convinto che nella vita si debba a tutti i costi cercare la felicità, almeno per qualcosa, non per tutto. E’ per questo che si impegna al massimo per conquistare l’amore di una sua compagna di classe che vuole avere in classe anche l’anno successivo. L’unico modo è aiutarla nell’ardua impresa di salvarsi dalla bocciatura. Per realizzare i suoi desideri sa che può contare solo su se stesso ed è disposto anche a fare sacrifici, a lottare e soffrire, perché nulla nella vita è semplice da ottenere.
Un esordio che si segnala per l’originalità di spunto, la freschezza di dialogo e l’accattivante personalità del protagonista. Definito dal regista Andrea Jublin «un piccolo Don Chisciotte della periferia», Banana è in effetti un idealista in lotta contro la mentalità del «catenaccio».

Il Film

Banana è un film commedia del 2015, diretto da Andrea Jublin e interpretato da Marco Todisco.
Il film è uscito nelle sale italiane il 15 gennaio 2015.

Riconoscimenti

2015 – David di Donatello
Nomination Miglior regista esordiente a Andrea Jublin

Proiezione al Cinestudio 38

15 / 16 Febbraio

Recensione

Giovanni ha 14 anni ed è innamorato di Jessica, compagna di classe in odore di bocciatura. Nel ruolo di portiere della squadretta della scuola si è guadagnato il soprannome di Banana, per quel destro incapace di tirare in porta e forse anche per la mania di indossare dentro e fuori dal campetto la maglia gialloverde del Brasile. Perché per Banana la vita va vissuta “alla brasiliana”, ovvero con coraggio, determinazione, volontà di rischiare. Peccato che Banana si muova nell’Italia di oggi, in cui tutti hanno paura di sognare: compresi i genitori del ragazzo, che ormai non comunicano più, e la sorella Emma, bilaureata disposta a rinunciare ad un futuro di ricercatrice e all’uomo che ama, e che lei definisce un “fallito bipolare” perché lui non ci sta ad abbandonare i suoi principi.
Anche gli insegnanti di Banana sono rinunciatari e depressi, in primis una prof di italiano, la temutissima Colonna, che è anche la depositaria del futuro accademico di Jessica, cui Banana tiene al punto da offrirsi come volontario per un ciclo intensivo di ripetizioni. Come il ragazzo invisibile di Salvatores, Banana è un supereroe all’italiana, pronto a combattere contro ostacoli insuperabili perché da grandi poteri (nel suo caso di coerenza etica) derivano grandi responsabilità.
Banana è il lungometraggio di esordio del quarantenne Andrea Jublin, reduce dalla nomination agli Oscar per il suo corto Il supplente, anch’esso ambientato nel mondo della scuola. È una commedia dolorosissima, un excursus amaro e tragicomico nell’Italia di oggi, con punte di cattiveria degne della tradizione monicelliana ma con una forma filmica più debitrice del cinema per ragazzi d’oltralpe. L’originalità profonda di Banana sta, fra le altre cose, nel dipingere una contemporaneità in cui gli uomini sono irriducibilmente romantici e le donne involontariamente ridotte ad un cinismo che non fa parte della loro natura, ma è il risultato devastante del condizionamento socioeconomico e subculturale dell’Italia di oggi.
Nel panorama cinematografico italiano contemporaneo Banana è davvero un’anomalia, e questa è la sua forza, anche se, per un racconto che mette al centro la purezza d’animo del protagonista e la sua visione candida (nel senso di Candide) del mondo, certi dialoghi e certe svolte narrative denotano un tocco di furbizia che l’intervento di un produttore accorto avrebbe dovuto smorzare. Anche la confezione apparentemente naif è contraddetta dal team di professionalità affermate che affianca Jublin nella sua veste di regista e sceneggiatore: Gherardo Gossi alla fotografia, Esmeralda Calabria al montaggio, Nicola Piovani alle musiche, Ginevra Elkann e Luigi Musini alla produzione.
Quel che allontana Banana dal sospetto di “conventicola”, come direbbe Virzì, è lo spirito profondamente e genuinamente anarchico di Jublin, già evidente ne Il supplente, che lo rende mina vagante e scheggia impazzita. Dunque anche certi dialoghi da corso di sceneggiatura rivelano sprazzi di genuina crudeltà, ai congiuntivi appiattiti “ad arte” si alternano espressioni colloquiali esilaranti, ai sermoni edificanti sui buoni sentimenti fanno da correttivo le acidissime viperate della Colonna, interpretata da una Anna Bonaiuto che giganteggia su un film in cui tutti gli interpreti sono capaci (e ben guidati dal regista): fra gli altri spiccano Beatrice Modica nel ruolo di Jessica, bella di periferia senza speranza e senza redenzione, e lo stesso Jublin nel ruolo di Gianni, il grande amore di Emma, deviante irriducibile dalla fisicità ingombrante che sarebbe piaciuta a Lucien Freud.
“Ma tu ce la fai a continuare?” è la domanda che si pongono i personaggi di Banana. E intendono: a continuare in questa Italia qui, che ammazza le speranze e qualunque traccia di “filosofia brasiliana”. Auguriamo a Jublin di continuare a sgomitare nel nostro cinema ristretto e autocensorio tirando fuori sempre di più la sua verve iconoclastica, e lasciandosi bacchettare, quando serve, da un produttore che lo tenga al di qua di qualsiasi tentazione di autocompiacimento.

[mymovies]

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