Elle
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Country:
Francia/Germania
Year:
2016
Category:
Arena Argentina luglio 2017, Drammatico
Duration:
2 hours 10 minutes
Director:
Paul Verhoeven
Actors:
Isabelle Huppert, Christian Berkel, Anne Consigny, Virginie Efira, Charles Berling, Laurent Lafitte, Vimala Pons, Jonas Bloquet
Age restriction:
No

Sinossi

Michelle è la proprietaria di una società che produce videogiochi ed è una donna capace di giudizi taglienti sia in ambito lavorativo che nella vita privata. Vittima di un stupro nella sua abitazione non denuncia l’accaduto e continua la sua vita come se nulla fosse accaduto. Fino a quando lo stupratore non torna a manifestarsi e la donna inizia con lui un gioco pericoloso.

Programmazione

Giovedì 6 aprile
ore 22.30 (sala 1)

Venerdì 7 aprile
ore 20.10  (sala 1)

Sabato 8 – Domenica 9 aprile
ore 15.50 – 20.10 (sala 2)

Lunedì 10 aprile
non in programma

Martedì 11 – Mercoledì 12 aprile
ore  20.10  (sala 2)

Recensione

In superficie, un thriller con momenti da commedia pura, emozionante e divertente. Sotto, una disamina scanzonata delle piccole e grandi perversioni umane, e la rivendicazione di una libertà totale che passa per la verità e il superamento dei sentimenti di colpa e di vergogna connaturati nella natura umana e nella morale cattolica. Dark, divertente, scomodo, ironico, appassionante e teso, Elle è il cinema di cui oggi abbiamo più bisogno. Un cinema libero, anarchico e provocatorio, come i suoi personaggi, come il suo regista. Straordinaria Isabelle Huppert. (Federico Gironi)

1 Comment
  • Vj Arkiv

    La “rape culture” che tanto ha fatto incazzare le femministe fin dagli anni ’70, viene snocciolata per tutto il film dal regista Paul Verhoeven (noto ai più per le incursioni nella sci-fi con titoli come RoboCop e Starship Toopers e nel thriller erotico Basic Instinct) per confezionare visivamente il contenuto del romanzo “Oh…” di Philippe Djian che già alla pubblicazione nel 2012 suscitò non poche polemiche. Ma al di là della rappresentazione sadomasochista della storia, evidente già dalle prime battute, l’intendo dell’autore letterario come del regista sembra focalizzarsi sul “cinismo” che avvolge i protagonisti della vicenda. Quindi, secondo questo piano di lettura, più sociologico che intimista, l’opera assume paradossalmente valore morale nel denunciare “l’indifferenza dei tempi”. Michèle si comporta così sia per le traumatiche esperienze infantili ma soprattutto perché è “figlia dei tempi” e il suo “cinismo” rivolto agli altri ma soprattutto a se stessa è l’unica via di uscita per non soccombere. In questo la professionalità attoriale della Huppert è straordinaria, capace di dar vita con la sua corporalità ad un personaggio disturbato e disturbante che già si era visto nel “La pianista”.
    La rassicurante e leggera scena finale, lascia presupporre una “sorellanza” che denuncia l’inutilità maschile, e a tal proposito sarebbe interessante conoscere le reazioni post-visione e/o post-lettura del pubblico femminile rispetto a quello maschile!

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