Emilio Vedova – Dalla parte del naufragio
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Country:
Italia
Year:
2019
Category:
Cinema King, Drammatico
Duration:
1 hours 8 minutes
Director:
Tomaso Pessina
Age restriction:
No
Acquista il biglietto € 7,00

SINOSSI

Chi era Emilio Vedova? Uno degli artisti più significativi del Novecento, vincitore del Gran premio della pittura e del Leone d’oro nel’97 alla Biennale d’arte di Venezia, città dove è nato e dalla quale non si è mai staccato; un uomo “grande ed esplosivo” che ha vissuto “in un certo modo nel suo tempo”; un partigiano che ha combattuto nella Resistenza; un attivista impegnato socialmente e politicamente sempre “dalla parte della trasgressione”, antifascista ma anche dissidente rispetto al partito comunista di cui era stato parte, perché “un artista è un’antenna” delle frequenze che capta intorno a sé.

Programmazione SALA VIRTUALE

giovedì 9/7, ore 19:30

venerdì 10/7, ore 17:30

sabato 11/7, ore 21:30

domenica 12/7, ore 17:30

lunedì 13/7, ore 21:30

martedì 14/7, ore 17:30

mercoledì 15/7, ore 17:30

 

 

 

Il film potrà essere visto per 24h dall’ora di inizio programmazione. Per acquistare il biglietto della sala virtuale cliccare qui: https://king.wanted.18tickets.it/

Acquista il biglietto € 7,00

Recensione

Il documentario Emilio Vedova – Dalla parte del naufragio lo racconta a cent’anni dalla sua nascita, cominciando dal suo rapporto fisico con la tela bianca sulla quale Vedova “si scatenava preso da sacro furore, con violenza e furia”.

Per lui i quadri erano registrazioni del presente e il pittore “una personalità di tensione e di emergenza”, per cui i colori avevano “un significato morale”. “Fin da bambino mi agitavo, sporcavo, segnavo forte”, racconta l’artista, ricordando l’invidia per i compagni che sapevano restare dentro le righe, quando invece il suo segno era già “nervi tesi” e “coagularsi di macchie”.

E anche il bel documentario scritto e diretto da Tomaso Pessina procede per segni. Le parole sono quelle dell’artista, in interviste, incontri e conversazioni, ma anche quelle tratte dal Diario di Emilio Vedova e lette da Toni Servillo, più le testimonianze di chi lo conosceva bene: da Fabrizio Gazzari a Gabriella Belli, da Alfredo Bianchini a Luca Massimo Barbero fino a Germano Celant.
Le immagini invece sono quelle delle sue opere, ma anche filmati di repertorio che colgono l’artista mentre scaglia contro e dentro la tela oggetti e materiali – carbone, cemento, sabbia, terra – e lancia sedie in Piazza San Marco in segno di protesta, che cammina sereno accanto alla moglie Annabianca – sua consigliera e critica preziosa – o che attraversa i ponti veneziani, nella bella elaborazione grafica e nelle animazioni originali di Felix Petruska. Ad accompagnare le parole e le immagini è un commento sonoro sincopato perfetto per un uomo cui “tutto urtava dentro”.

Figlio di operai, operaio lui stesso fin dagli 11 anni, abituato a dipingere a lume di candela e a “racimolare i colori”, Vedova portava i soldi a casa aspettando “il giorno di evasione” in cui poteva “sporcare i fogli”. I suoi dipinti erano “combattimenti” e “gesti fisici guidati dal pensiero al pennello”, eppure il risultato è “strutturato e preciso”, fatto di linee nitide e geometrie esatte. Le sue ispirazioni erano Tiziano, Tiepolo e soprattutto il “temerario” Tintoretto, così bravi a riprodurre quella luce veneziana “abbagliante e ambigua”. I anche suoi dipinti sono “caverne d’ombra e balenii di luce”, e dunque bianchi e neri, ma anche rossi sangue e vere e proprie esplosioni cromatiche.

Il documentario di Pessina racconta l’incontro di Vedova con Peggy Guggenheim (fra i testimoni c’è la nipote Karole Vail, direttrice della collezione veneziana) così come il suo scontro con Guttuso, le serate al Caffè dell’Angelo e la costituzione del Fronte Nuovo delle Arti. Ma soprattutto ricorda questo “artista organico che seguiva più lo stomaco che la testa”, “libero e anarchico” “arrampicato dentro le proprie geometrie”, “allucinato, teso, espressionista” e sempre intento a consegnare il proprio urgente messaggio a quello spettatore che deve essere “fisicamente preso dal quadro”

 

Paola Casella, my movies

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