Enamorada
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Country:
Messico
Year:
1946
Category:
Drammatico
Duration:
1 hours 39 minutes
Director:
Emilio Fernández
Actors:
Pedro Armendáiz, María Félix, Fernando Fernandez
Age restriction:
No

SINOSSI

Durante la rivoluzione messicana, le truppe zapatiste del generale Reyes conquistano la città di Cholula e arrestano tutti i notabili del luogo per impossessarsi dei loro beni. La figlia di uno di questi, Beatriz, giunge per chiedere la liberazione del padre e fa innamorare il generale. Convinto a liberare il padre della ragazza dall’amico sacerdote Rafael, Reyes corteggia disperatamente Beatriz, nonostante questa sia fidanzata con un ingegnere americano e respinga la sua corte con toni sprezzanti.

Programmazione

Recensione

Edizione restaurata di uno dei capolavori dell’epoca d’oro del cinema messicano, Enamorada è una storia d’amore durante la rivoluzione tra commedia e melodramma.

Distribuito dalla Cineteca di Bologna, dopo il restauro del UCLA Film & Television Archive e dalla Film Foundation’s World Cinema Project di Scorsese e la presentazione lo scorso anno a Cannes e al Cinema ritrovato (in proiezioni presiedute dallo stesso Scorsese), Enamorada è uno dei capolavori di Emilio Fernández, celebre figura di cineasta messicano che fra gli anni ’20 e gli anni ’80 del secolo scorso lavorò prima a Hollywood come comparsa e poi esordì in patria come attore e regista diventando il capofila dell’epoca d’oro del cinema messicano (1933-1960), vincendo Cannes nel 1944 con La vergine indiana, girando la versione cinematografica di “La perla” di Steinbeck e tornando saltuariamente negli Stati Uniti per realizzare remake dei suoi stessi lavori (tra cui lo stesso Enamorada, rifatto nel ’49 con il titolo Viva il generale José) o lavorare nei film di Sam Peckinpah (era il perfido generale Mapache nel Mucchio selvaggio).

Western, commedia sofistica, melodramma, Enamorada è un film sfuggente, capace di mutare in maniera inaspettata tonalità e umori a partire da una libera revisione di “La bisbetica domata” di Shakespeare. Romantico e spiritoso, comico e contemplativo, procede in maniera liberissima, alternando scene d’azione (quando Beatriz fa saltare in aria Reyes con alcuni petardi) a meditazioni sull’amore e la compassione.

Con uno stile visivo giocato sui contrasti e ispirato a Ėjzenštejn, Fernandez sfrutta le immagini espressioniste del direttore della fotografia Gabriel Figueroa (a sua volta influenzato da Gregg Toland, principale collaboratore del regista sovietico) per mettere in relazione la violenza dei sentimenti dei protagonisti con la ricchezza architettonica del barocco messicano e per dare alla storia d’amore una connotazione spirituale che esclude l’incontro fisico ed esalta le scelte morali.

Attraverso la mediazione dell’uomo di Chiesa Rafael, Reyes e Beatriz – interpretati dalle star del cinema messicano María Félix e Pedro Armendáriz – arrivano a così incarnare le due anime di un popolo, quella violenta ma assetata di giustizia e quella selvaggia ma compassionevole, e la loro unione diventa il segno più autentico della rivoluzione. Un nazionalismo celebrativo che oggi può risultare datato e troppo celebrativo, ma che nulla toglie all’originalità di questo film bellissimo e inclassificabile

Roberto Manassero, my movies

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