Le incredibili avventure di Fuku-chan
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Country:
Giappone
Category:
cinestudio39-nov, Commedia
Release date:
2014
Duration:
1 hours 50 minutes
Director:
Yosuke Fujita
Actors:
Yoshiyoshi Arakawa, Kanji Furutachi, Kami Hiraiwa, Toshiyuki Kitami, Mei Kurokawa
Age restriction:
No

Sinossi

Il trentenne Tatsuo, detto Fuku-chan, è un pittore edile che trascorre le sue giornate tra il lavoro e gli amici, un piccolo gruppo di loser che vive nel suo condominio. Benvoluto e gentile, Tatsuo è pacifico ed appassionato di cucina ed aquiloni ma dietro l’aria timida e imbranata nasconde un trauma adolescenziale. Sarà Chiho, una fotografa di talento afflitta da un karma ostile, a risvegliare i fantasmi del suo passato.

Notizie sul film

Cinestudio 39

29 / 30 Novembre 2017

Recensione

 

Delicata commedia surreale che unisce sensibilità nipponica a tradizione europea

Fuku è un imbianchino poco aggraziato ma molto generoso: i colleghi e gli strani vicini di casa, al limite del borderline, sono molto affezionati a lui e Fuku rappresenta una sorta di guida per loro. Fuku, però, non sembra intenzionato a trovare una compagna, forse per delle ferite sentimentali mai rimarginate e destinate a riaprirsi quando la bella Chiho – ora aspirante fotografa – torna nella sua vita.
Prima coproduzione tra Asia e Europa (a cui ha contribuito anche l’Italia grazie agli sforzi della Tucker Film) per una commedia giapponese, genere di per sé poco esportabile, che riesce qui nell’intento di mescolare l’unicità della risata nipponica e la leggerezza del surrealismo europeo, figlio di Jacques Tati e Aki Kaurismaki. La scelta di una donna, la straordinaria Oshima Miyuki, per interpretare il ruolo di un uomo, il goffo di buon cuore Fukuda è il necessario displacement che consente di attenuare la scurrilità di certe battute da maschietti e per maschietti e di evitare l’imbarazzo di un a seduzione e infine di un contatto atteso tra Fuku-chan e la bella Chiho.
Un ribaltamento del costume del teatro scespiriano che si rivela una delle trovate vincenti di un film che ripaga della lunga attesa per un successore dell’irresistibile Fine, Totally Fine, rivelazione del talento comico del regista Fujita Yosuke. Un cantore dei disadattati, delle moltitudini ai margini di una società con cui non hanno saputo interagire, capace di comprendere la singolare natura degli otaku nipponici proprio al pari di quanto fatto da Kaurismaki con i bohémien-clochards delle sue opere. Fujita riesce nell’intento non semplice di mediare tra l’eccesso di uno humour greve e scurrile (concentrato nella prima parte) e la raffinatezza di un levigato lavoro sul nonsense, che tocca le sue vette di assurdo nella sequenza del curry e del cameriere pazzo, quasi un live action tratto dal più delirante dei manga.
Fuku-chan of Fukufuku Flats si solleva infine in cielo con la medesima leggerezza degli aquiloni fabbricati dal suo protagonista, aiutando ad accettare anche la prevedibilità dell’epilogo, grazie al sorriso ammaliatore e contagioso del(la) suo(a) protagonista.

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