Sinossi
Sentaro cucina dolci tipici in un chiosco di città, per ripagare un debito a vita. La sola compagnia che tollera è quella di una ragazzina senza mezzi, cui regala i pancakes non perfettamente riusciti. Un giorno, una vecchia signora di nome Toku si presenta da lui in cerca di un lavoro. La sua confettura di fagioli rossi è la più deliziosa che Sentaro abbia mai assaggiato, ma le sue mani sono sfigurate da una vecchia malattia, che l’ha tenuta lontana dalle altre persone per tutta la vita. Nello spazio di pochi metri e pochi giorni, i tre si regalano a vicenda la prospettiva che era stata loro negata fino a quel momento. La Kawase firma un film in parte autobiografico dove il valore della tradizione e la crudeltà della storia contemporanea s’intrecciano in una passione drammatica e toccante.
Il film
Le ricette della signora Toku (あん An?, lett. “Pasta di fagioli dolce”) è un film del 2015 scritto e diretto da Naomi Kawase, basato sull’omonimo romanzo di Durian Sukegawa. Il film è stato scelto per aprire la sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes 2015. La pellicola è stata inoltre presentata nella sezione Contemporary World Cinema del Toronto International Film Festival 2015.
Dorayaki e fagioli rossi.
Interno giapponese
Pochi metri quadrati, una grande piastra rovente, lo sfrigolio della pastella, una piccola finestra affacciata su strada. E poi l’attesa discreta, in fila composta, degli avventori che aspettano di stringere tra le mani un dorayaki caldo, preparato al momento. All’interno ferve l’attività laboriosa del giovane Sentaro, anima di una piccola panetteria come tante nel Giappone che fa della sua tradizione culinaria un patrimonio di gesti, ricette, storie, istanze estetiche da custodire.
La storia di un’attività qualunque che fotografa un Paese dove la contraddizione tra modernità e tradizione si risolve in favore di una pacifica, affascinante convivenza.
Il film.
Tra cibo, incontri e ciliegi in fiore
E invece no, Sentaro non è un artigiano qualunque, ma il coprotagonista del film di prossima uscita (nelle sale italiane dal 10 dicembre) Le ricette della signora Toku, per la regia di Naomi Kawase. La pellicola è frutto dell’adattamento per il grande schermo del romanzo An, di Durian Sukegawa, e proprio come il libro si spinge ben oltre la narrazione più immediata, sugellando “l’incontro di due anime che si uniscono per affrontare gli ostacoli della vita” – come rivela la regista – mentre i ciliegi sono in fiore. E il dettaglio non è casuale, a ben considerare il significato che la cultura giapponese ripone nel fiore di ciliegio, simbolo di caducità che fa coesistere bellezza e morte.
I protagonisti.
Toku, Sentaro, Wakana
Ma chi sono, quindi, i protagonisti della storia? La scintilla che fa muovere l’azione è quella di Toku, l’anziana signora che un giorno bussa alla porta di Sentaro, portando con sé la ricetta segreta che farà la fortuna della piccola panetteria. Il trucco è riposto nella lavorazione degli an, i fagioli rossi da cui si ricava la salsa dolce che farcisce i dorayaki: quella della signora Toku si rivelerà imbattibile. E darà inizio a una relazione di sostegno reciproco, sul lavoro come nella vita di tutti i giorni. Una sinergia inaspettata in grado di sanare antiche ferite e tornare a riporre fiducia nel futuro. Con loro la giovane Wakana, volto femminile del film.
Nessuno di loro sarà più in grado di vivere da solo e imparerà quanto è facile contare sul prossimo, quando l’obiettivo – la ricerca della felicità – è comune. E la felicità si nasconde anche nelle piccole cose, come la pastella di un dorayaki che sfrigola sulla piastra. Mentre i ciliegi vegliano sulla città.
Cinestudio 38
16 / 17 Novembre 2016



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