Palazzo di giustizia
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Country:
Italia
Year:
2019
Category:
Cinema King, Drammatico
Duration:
1 hours 24 minutes
Director:
Chiara Bellosi
Actors:
Daphne Scoccia, Bianca Leonardi, Sarah Short, Nicola Rignanese, Giovanni Anzaldo
Age restriction:
No

SINOSSI

Interno del tribunale di una grande città italiana. In Corte d’Assise, sezione penale, è in corso un’udienza. Il caso è quello di un benzinaio che ha ucciso uno dei suoi due rapinatori. L’altro rapinatore assiste da dietro le sbarre, mentre la sua compagna Angelina segue i procedimenti. Fuori, nel corridoio del tribunale, restano in attesa due minorenni: Domenica, la figlia dell’imputato per omicidio, e Luce, la figlia del condannato per rapina. Intorno a loro il via vai del personale, degli avvocati e di chi è coinvolto in altri processi. E un giovane operaio chiamato a riparare un termosifone guasto.

PRESENTATO AL FESTIVAL DI BERLINO 2020

Programmazione

 

da giovedì 22 a mercoledì 29 (escluso lunedì 26) ore 19:00

Recensione

Presentato nella sezione Generation del Festival di Berlino, Palazzo di Giustizia segna l’esordio nel lungometraggio di finzione di Chiara Bellosi. Come in tutte le produzioni di Carlo Cresto-Dina, anche qui si percepiscono quelle caratteristiche che rendono del tutto singolari i film curati dalla sua Tempesta.

Lo scrupoloso Cresto-Dina, lo sappiamo, è un produttore diverso dagli altri. L’abbiamo già notato nei lavori di Alice Rohrwacher, Leonardo Di Costanzo, Caterina Carone e Irene Dionisio, tutti cresciuti sotto la sua ala. Instaura con gli autori un dialogo stimolante, ponendosi sempre l’obiettivo di proporre un cinema italiano capace di rivolgersi anche fuori dai confini. Un cinema autonomo, né asfittico né provinciale.
In poco più di ottanta minuti che condensano l’arco di un’intera giornata, Palazzo di Giustizia si chiude tra le mura di tribunale per seguire l’ultima udienza di un processo. Sul banco degli imputati, un giovane rapinatore dietro le sbarre e un benzinaio che, dopo il furto, ha reagito nel peggiore dei modi, sparando e uccidendo il complice del ladro.

Quali sono i confini della legittima difesa? Quanto siamo disposti a comprendere un atto tanto fatale? Tema più che mai contemporaneo, ciclicamente centrale nel dibattito politico. Eppure l’interesse di Bellosi non è principalmente legato alla dimensione civile della vicenda, quanto piuttosto a ciò che gira attorno al processo, a quel che resta fuori. (…)

Bellosi misura il proprio sguardo umanista con il metro del cinema del reale. Osserva e partecipa, registra ciò che accade senza dare giudizi. E intercetta frammenti di autenticità (le pozzanghere, le mani sporche, i distributori) per restituire il senso di un dramma intimo e universale. Preziosi i contributi di Maurizio Calvesi (fotografia) e Christophe Giovannoni, Xavier Lavorel e Vito Martinelli (suono).

Lorenzo Ciofani, cinematografo.it

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