Tokyo tribe
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Country:
Giappone
Year:
2014
Category:
Azione, Cinestudio notte cinefili, Musical
Duration:
1 hours 56 minutes
Director:
Sion Sono
Actors:
Akihiro Kitamura, Ryohei Suzuki, Yôsuke Kubozuka,
Age restriction:
No

Il genio sregolato di Sono Sion al servizio di un musical hip hop, folle, coloratissimo e irresistibile

Sinossi

A Tokyo, in un imprecisato futuro, la città è governata col pugno di ferro da gang criminali che, nello spartirsi i traffici illeciti, riescono a convivere per miracolo. Lo scontro è sempre dietro l’angolo e l’irreparabile accade quando Merra, il boss del quartiere a luci rosse di Burkuro, tende una trappola a Kai, componente della banda dei Musashino Saru, verso cui prova un odio implacabile. Il suo scopo non è solo quello di annientare i rivali, ma anche di attirare a sé Kai, che vede come la sua nemesi e di cui, per questo, vuole disfarsi. Il regolamento dei conti non si farà aspettare

Programmazione

NOTTE DEI CINEFILI – INGRESSO SOLO TESSERATI CINESTUDIO

Mercoledì 8 – Giovedì 9 marzo
ore 22.45 (sala 1)

Recensione

In un futuro imprecisato Tokyo è un territorio diviso tra gang rivali, con la polizia inerme a osservare le gesta dei delinquenti. Signore e padrone della rete malavitosa è il disgustoso Lord Buppa, dedito al cannibalismo e a sordide pratiche sessuali. Quando la figlia di una gang straniera, a Tokyo in incognito, finisce prigioniera di Buppa, tra le bande rivali si scatena la guerra, a colpi di mazze da baseball e rime hip hop.
Come un Tano da morire che incontra I guerrieri della notte di Walter Hill con un pizzico di West Side Story, Sono Sion riesce in un’impresa in cui hanno fallito e a più riprese tanto Hollywood che MTV. Quella di confezionare un musical hip hop – tratto da un manga di Santa Inoue – che coniughi la consapevolezza di linguaggio di un regista di cinema (basta il magistrale piano sequenza in apertura a dimostrarlo) e un’attenzione meticolosa al gusto corrente in fatto di mode, tendenze e stili. Un’opera mirabile, un lavoro di sintesi geniale, che riporta l’estro, talora sregolato, del talentuoso Sono ai fasti di Love Exposure e Himizu.

L’eccesso ovviamente non manca, sia in termini di lunghezza dell’opera che di inclinazione verso la scurrilità e il grandguignol (domina la tipica ossessione nipponica sulle dimensioni del pene), tanto da portare il film vicino ai confini del pinku eiga, forma specificamente nipponica di softcore. Ma per Sono Sion, come per il cinema arrabbiato e figlio della manga culture nella sua interezza, sono elementi che costituiscono parte integrante del package.

Per usufruire della genialità di Sion occorre accettarli; e apprezzare così la forza di uno storyteller unico, capace di creare personaggi memorabili già dal primo frame, anche se destinati a comparire per pochi minuti, unita alla abilità sincretica di unire una moltitudine di differenti microcosmi esoterici e iper-dettagliati. Le più varie diramazioni hip hop – dal flow tipico del Wu-Tang clan a quello ispirato dalla West Coast di Snoop Dogg, dall’etica di fratellenza al sinistro fascino del gangsta rap – incontrano i temi ricorrenti dell’immaginario otaku, manga e cinematografico, dalle gang femminile stile Stray Cat ai samurai con carroarmato di Shinjuku.

E il totale risulta persino superiore alla somma delle parti, in una follia visivamente abbacinante che non smarrisce mai il suo focus e il suo obiettivo, suggerendo, attraverso una flebile voce di speranza, l’unica via di uscita possibile per evitare che un futuro distopico e caricaturale si avvicini alla realtà.

[tratta da MyMovies]

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